(C. S.)  “E’ necessario iniziare un percorso riabilitativo sui pazienti assolutamente entro 48/72 ore dalla lesione subita, perché è questa la fase più critica”. Lo ha ribadito il direttore del dipartimento di neuroscienze del San Raffaele di Milano, Gianfranco Comi, nel corso di un congresso sulla cardiopatia e sulle sue complicanze neurologiche, che si è concluso il 27 febbraio, nella sala conferenze, dell’Abbazia Sant’Anastasia di Castelbuono (Pa).

L’incontro è stato organizzato dal San Raffaele Giglio di Cefalù in collaborazione con l’Ismett di Palermo. “I pazienti con una lesione celebrale – ha aggiunto Comi – vanno immediatamente sollecitati, sottoponendoli a stimoli forti e variati”. Negli ultimi 10 anni sono state lanciate le più importanti basi teoriche per costruire un nuovo modo di fare riabilitazione tramite l’utilizzo, ad esempio, delle cellule staminali. “Le cellule staminali – ha precisato Comi – sono presenti in alcune zone del cervello e contribuiscono a ridurre la lesione attivata. Stiamo testando in laboratorio la possibilità di trapiantare dall’esterno cellule di origine umana, aprendo prospettive molto interessanti per il futuro della riabilitazione”.

I lavori sono stati introdotti dal prof. Guido Pozza, presidente del comitato etico del San Raffaele Giglio, da Giovanni Vizzini, direttore del dipartimento di medicina dell’ISMETT e dal direttore sanitario del San Raffaele Giglio, Domenico Colimberti, che ha auspicato la “creazione di processi diagnostici e terapeutici integrati tra ospedale e territorio per patologie come il diabete, l’obesità e cardiopatia”.